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Caro populista che vuoi il ritiro dall'Afghanistan...

Caro populista che vuoi il ritiro dei nostri ragazzi dall’Afghanistan,

lo so che sei rimasto colpito dalle immagini dei parà italiani ammazzati a freddo nel centro di Kabul, nel cuore di quella che dovrebbe essere la zona più sicura del Paese. Lo so che pensi che questa guerra non si possa vincere. Lo so che pensi che ci stiamo battendo in difesa di un governo corrotto e per di più non voluto dalla popolazione locale. Che non vale la pena di combattere per Karzai, dopo che questo ha provato a emettere leggi che legalizzano lo stupro entro le mura domestiche e ha vinto le elezioni nonostante 1 milione e mezzo di schede siano state contestate dagli osservatori europei. Lo so che ti senti al sicuro, parte di una maggioranza assoluta della popolazione (60% secondo il sondaggio di Mannheimer) che la pensa come te. Capisco la tua rabbia, caro populista. Capisco che, di istinto, ti venga da dire: “lasciamo che quei baluba si imbroglino e si scannino tra loro, non voglio più vedere una sola goccia di sangue italiano versata sulle loro fottute montagne”. Ma è proprio qui che sbagli: quei baluba non si limitano a scannarsi fra di loro. Vogliono scannare te. Ti ricordi che cosa è successo l’11 settembre del 2001? Forse no e se te ne ricordi so anche che adesso stai facendo gli occhi al cielo. Perché di quel giorno non se ne parla più. Obama non si è nemmeno degnato di celebrare la memoria di quell’attacco a New York. E quelli che ne parlano ancora quotidianamente sono solo i complottisti, neofasciti e neocomunisti o libertari molto “paleo” che pensano che dietro quei due aerei che si sono schiantati sul World Trade Center non ci siano i terroristi di Al Qaeda, ma i neocon, Bush e gli ebrei. Ma queste teorie non sono vere e sono convinto che, se tu le leggi bene, ti accorgi che sono delle patacche, scritte senza lo straccio di una prova che sia una, mosse solo dall’odio (anarchico, comunista o fascista, il risultato non cambia) contro il governo americano. La realtà è ben diversa ed è sotto gli occhi di tutti. La realtà è che un pezzo di mondo, che vuole imporre l’Islam con la forza, ti odia e vorrebbe ammazzare anche te alla prima occasione buona. Sì: ti vorrebbe morto, anche se tu non hai mai visto un integralista islamico in vita tua. Ti vuole morto perché sei cristiano, o agnostico, o ateo, o ebreo, o musulmano ma non appartenente alla sua corrente teologica. Ti vuole cadavere perché sei cittadino di un Paese che quella parte di mondo considera blasfemo, corrotto e degno di essere estirpato con la violenza.

Quindi, caro populista, se ci pensi bene, non ti conviene fare il populista. Non ti conviene dire una cosa come “ritiriamoci dall’Afghanistan” solo perché l’istinto della “massa” suggerisce di dirlo. Perché sono convinto che se capita un altro 11 settembre in casa nostra, se un tuo amico, parente o conoscente ci lascia la pelle (e il rischio è concreto, non stiamo parlando di fantasie) tu sarai il primo a dire: “andiamo là, spezziamogli le ossa, bombardiamoli a casa loro”, con la stessa foga con cui adesso stai dicendo “andiamocene dall’Afghanistan”. O mi vuoi dire che è meglio combattere gli integralisti islamici qui in casa nostra? Secondo te è davvero meglio aspettare che i terroristi vengano qui? Credi che si possa evitare un attentato controllando l’immigrazione? Ma non diciamo ca...te! L’11 settembre è stata un’operazione militare condotta da un rispettabilissimo ingegnere laureato in Germania, un uomo tranquillo che tu stesso avresti regolarizzato ad occhi chiusi. Vuoi cacciare tutti i musulmani? Fai pure: non risolvi niente, perché Al Qaeda inizierà a reclutare fanatici non musulmani se serve: di fanatici ne trova tantissimi in Occidente, gente disposta a massacrare nel nome di ideologie morte e pronta a farsi pagare dal primo jihadista deciso ad agire. Se credi di poter combattere il terrorismo con l’intelligence, sappi che non sarai mai al sicuro. L’intelligence da sola non ha mai vinto una guerra che è una. Quando ti trovi di fronte un nemico che prova ad ammazzarci tutti i santi mesi (perché Al Qaeda pianifica attentati tutti i santi mesi, sappilo), uno o due attentati andranno comunque a segno. E sono già troppi. In compenso, se vuoi dare poteri assoluti allo Stato per combattere il terrorismo, sappi anche che il tuo telefono sarà messo sotto controllo, che arriveranno a chiederti il passaporto anche per spostarti da Lodi a Milano, o da Caserta a Napoli, che istituiranno i check point sulle autostrade e che ti faranno una perquisizione anche prima di entrare al bar. Vuoi vivere così? No? Allora sappi, caro populista, che l’unico modo per vivere da uomo libero ed evitare che quei bastardi ti mettano una bomba nella tua città, è andare a combatterli a casa loro, in Afghanistan, in Pakistan, in Iraq, in Somalia, nel Sahara, in Indonesia, ovunque facciano il nido e si organizzino. Dimenticati del presidente Karzai. Chissenefrega di Karzai: potrebbe esserci lui come qualsiasi altro governo in Afghanistan, tanto in quei posti non c’è da fidarsi di nessuno, tutti più o meno odiano i cristiani, gli ebrei e i “senza Dio”. Non pensare che mandiamo i nostri volontari in Afghanistan perché difendano questi viscidi politici locali. Pensa che stanno combattendo per noi, per difendere le nostre case, per evitare che un domani non ci sia un fungo di fumo e detriti al posto della cupola di San Pietro o della cattedrale di Bologna. Pensa bene a queste immagini, sappi che rischiamo di vederle da un momento all’altro. E poi dimmi se sei ancora convinto di ritirare i nostri soldati dall’Afghanistan.

Pubblicato il 18/9/2009 alle 14.5 nella rubrica Diario.

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